Ancora una delle mie cose preferite

novembre 17th, 2011 § Lascia un commento

Questa settimana mi è capitato di ammalarmi: uno di quei virus con la passione per le espulsioni, niente di che. Sotto le coperte pensavo solo alla morte imminente, ma oggi mi è venuto da pensare alla mole enorme di cose in sospeso che un’influenza riusciva a mettermi in grado di fare, una quindicina di anni fa. Una volta ho letto tutta la trilogia di Guerre Stellari (esistono dei romanzi, materiale da fan terminale o da lettore imbecille) e ho fatto in tempo anche a guardarmela. Un’altra volta ho risolto tutta la mia collezione di Wally comprati in giro per il mondo. Non mi capitava mai di ciondolare: quella era un’azione da sani, e devo dire che ancora mi attengo a questa linea di condotta. Se con l’abbonamento di Topolino arrivava prima di Natale una videocassetta, aspettavo un’influenza per stendermi in salotto a guardare raccolte a tema musicale o monografiche (ammetto che, definite così, appaiono molto più noiose di quanto non fossero): roba degli anni d’oro di Hollywood, come se ne capissi il valore intrinseco, mi lasciava a bocca aperta con facilità. E le colonne sonore erano una tempesta nella credenza di pentole percosse e battiti accelerati. Mi misi in testa, poi, di imparare a suonare e lo feci, appena prima dell’adolescenza, con esito comunque modesto. Quanto era facile impegnarsi, sotto le coperte.

La domanda dell’isola deserta è un esercizio retorico troppo facile per chi traduce Valerio Massimo e Seneca da più di dieci anni: attraverso l’espediente narrativo, si proietta nell’ambito della fantasia una domanda ben più cinica, “vuoi più bene a mamma o a papà?”. Quello di buttare giù dalla torre è un passo successivo che nasconde, dietro una banale scelta di campo (“buttare” e non “salvare”), una particella d’astio che non mi interessa. Oggi vanno le classifiche, pacifica area di sosta degli indecisi. Visto che nessuno mi costringe, io non scelgo. Ma se avessi un baule da portare in viaggio, prima di raggiungere l’eremo isolano, forse ci porterei una di quelle videocassette Disney, e probabilmente schiaccerei tanti repeat su questo capolavoro qui.

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